INNOVAZIONE APERTA per una produzione moderna per il mercato italiano tutta al femminile: il luppolo delle “azdore digitali” di Grattacoppa.

Sono le sorelle Nati le principali attrici del mondo al femminile della luppolicultura del territorio emiliano-romagnolo che si adoperano da più di 4 anni per la creazione di una filiera professionale di qualità della pianta più ricercata dai birrifici artigianali della nostra terra di Romagna. Sono loro che hanno intuito con la lungimiranza e la vision delle “pink digital farmer” ravennati che solo una catena di fornitura digitalizzata e decentralizzata nell’era dell’agricoltura di precisione 4.0 può garantire la valorizzare della coltivazione della materia prima originale come il futuro genotipo italiano del luppolo anche fuori dai confini nazionali. 

Il modello organizzativo della filiera del luppolo progettato dalla Nati in partnership con INNOVABILITA è innovativo nel processo e cooperativo nello sviluppo: l’obiettivo è quello di creare una filiera di prodotto di qualità come il luppolo italiano entro i confini del territorio emiliano-romagnolo con le aziende del territorio e l’Università di Parma che già cooperano nella filiera che distribuisce il luppolo in tutta Italia impegnate nella co-creazione del primo genotipo del luppolo italiano.

La Cooperativa Luppoli Italiani si occupa internamente delle fasi di coltivazione e conservazione e commercio della magica pianta che cresce bene nella terra bianca ravennate. Dopo anni di esplorazione e sperimentazione oggi è arrivato il momentio della comunicazione del valore del lavoro di imprenditrici della terra che ogni giorno ci mettono “mani” e i “volti” con onestà di intenti di un modello di economia circolare agricola in linea con gli obiettivi dell’Agenza 2030 e per un progresso sostenibile.

IL VANTAGGIO DELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE

L’applicazione del protocollo blockchain sarà l’elemento che garantirà un’impronta decisiva sulla tracciabilità di filiera delle imprese agricole coinvolte nella produzione professionale del luppolo italiano perché saranno custoditi tutti i dati relativi alle interazioni e le transazioni tra i diversi attori che si assumono le responsabilità dell’autorevolezza dei dati digitalizzati direttamente sul campo.

Il beneficio della tecnologia DLT applicata all’agricoltura di precisione sarà dimostrato dalle sorelle Nati nel progetto PROHOPSMARTCHAIN finanziato dalla Regione Emilia-Romagna [misura 16.01]. Grazie al Gruppo Operativo di Innovazione, di cui sono capofila, potranno dedicarsi alla ricerca e sviluppo di altri usi della luppolina e i registri distribuiti pubblici consentirà loro di disporre di una cronologia aggiornata delle operazioni effettuate sui campi ì cosicché la “reputazione” del “digital farmer” non potrà essere scalfita, anzi valorizzate perché saranno le agricoltrici e gli agricoltori ad inserire i dati relativi alle proprie lavorazioni in quanto responsabile delle informazioni che saranno registrate sulla piattaforma.

Sarà creato un ecosistema di riferimento locale per ridefinire i contesti di nuovi modelli di business chiamati tokenomics come la “revenue share” in cui il rischio d’impresa sarà trasferito su chi sviluppa e fa ricerca proponente un modello organizzativo decentralizzato e cooperativo sulla base dei benefici chiave della tecnologia DLT. Il consenso/fiducia, provenienza, immutabilità e finalità e il loro impatto sul network permetteranno di individuare le aree di risparmio sui costi o di miglioramento dei processi per ciascun componente dell’ecosistema. L’obiettivo dichiarato del mondo delle donne del luppolo del GIARDINO DELLE LUPPOLE sarà quello di promuovere il luppolo Made in Italy. Gli attori della filiera “PROHOPSMARTCHAIN” dovranno convergere verso un comune modello di scambio e tracciamento dei dati che potrà far crescere, in funzione di un potenziale cliente finale, il valore del prodotto custodito nei processi di lavorazione attraverso una marca temporale [timestamp] che potrà infondere ancora più sicurezza e consapevolezza al singolo utente nel momento in cui deve effettuare un acquisto considerato realmente sostenibile.

L’innovazione a cui punta la COOPERATIVA LUPPOLI ITALIANI è quello di creare un modello funzionante nel mercato dell’agrifood italiano nell’era dell “platform economy” dove sia monitorato il flusso dei dati relativi alle attività della filiera del luppolo italiano, attraverso le tecnologie DLT e IoT, il reperimento delle immagini satellitari e analisi dei processi per la creazione del sistema decisionale cooperativo e decentralizzato a distanza con piattaforma di gestione online collaborativa [C.R.M.].

Un programma ambizioso che punta alla creazione del distretto del cibo del luppolo italiano entro pochi anni per valorizzare questa commodity e il modello di produzione agricola circolare digitale di una CSA 4.0 moderna di una filiera giovane con un’attenzione particolare ai dettagli e ai nuovi processi di agricoltura biodinamica e omeodinamica allo scopo di trasmettere una ritrovata fiducia tra gli attori stessi di una rete nazionale e l’utente finale sempre più consapevole [una volta era considerato il consumatore].

Chiunque potrà visualizzare le informazioni tramite il QRcode [in futuro avrà la possibilità di visualizzare con applicazioni di realtà aumentata] e avrà l’opportunità di scoprire tutta la storia della filiera del luppolo: la vita, la specie, dove è cresciuto o dove è stato coltivato, la metodologia di produzione, la tipologia di coltivazione, la geolocalizzazione: non più uno storytelling ricreato, ma un narrazione condivisa auto-certificata anche di altri innumerevoli processi che riguardano gli utenti più consapevole di una catena del valore di un modello sistemico di micro-economia digitale circolare . Quella del luppolo italiano.

Una autentica e nuova favola che vede protagoniste le sorelle Nati.

Le sorelle HOPLAND del GIARDINO DELLE LUPPOLE.

#seguite #HOPLAND #nevedremodellebelle anzi le assaggeremo!

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